Quello che la pallavolo ci insegna.........

Quello che la pallavolo ci insegna......

Questo periodo di isolamento ci porta a riflettere su un sacco di cose ma soprattutto a confrontarci, dopo diverse settimane di isolamento e immobilità, con la domanda: cosa succederà dopo?


Il più delle volte rimaniamo concentrati in questo presente senza orizzonte, aggrappati alle nuove routine, cercando di non pensare troppo a quelle di prima, per non essere sopraffatti dalla nostalgia e dal malumore, altre volte invece ci scaviamo dentro e ci obblighiamo a trovare una prospettiva più ampia che vada oltre l'angoscia provocata dalla preoccupante rassegna dei numeri giornalieri che i telegiornali rimbalzano da una rete all'altra, con interpretazioni varie a seconda del punto di vista. Purtroppo non sono semplici numeri lasciati alla statistica, ma il resoconto di vite che lottano, che soffrono, che ci lasciano, circondati di solitudine che una grande solidarietà cerca di alleviare. Di questa lotta, di questa sofferenza dobbiamo provare a farne un compagno di cammino, senza ignorarla, senza lasciarci travolgere, senza abbattersi ma anche senza continuare a ripetere gli slogan preconfezionati da chissà chi, perchè se andrà tutto bene dipenderà da quello che faremo e che avremo imparato.

Questo concetto ce lo ha spiegato bene, con semplicità e concretezza, un maestro del nostro sport - un maestro di grande professionalità, esperienza e umanità: Julio Velasco, in un'intervista rilasciata in questi giorni ad un quotidiano, indica la sua schietta visione della strada da percorrere, con un ottimismo che non rinuncia al realismo, ma che si fa carico dei problemi che ci attendono quando potremo mettere il naso fuori di casa.

Gente abituata a combattere e a soffrire gli sportivi. Cosa ci insegna oggi la pallavolo e lo sport in generale? Oggi che lo sport non possiamo giocarlo o seguirlo o tifarlo, che valori ci continua a trasmettere? L'amicizia dei compagni e la vicinanza degli allenatori innanzitutto, che danno carica e supporto nei momenti di scoraggiamento o noia, la disciplina nel seguire degli obiettivi anche se ora si sono allontanati, come piccoli giardinieri che sanno che seminando, annaffiando e zappando, prima o poi, anche se qualche stagione dopo, le piante fioriranno. E ancora imparare a non sottovalutare le difficoltà ma prepararsi con serietà e coraggio per farsi trovare pronti a tutte le sfide, sostenendosi a vicenda. La solidarietà: questa parola nuova nei nostri vocabolari, quella a cui adesso sappiamo dare significato perchè ci è diventato chiaro che non siamo isole in mezzo al mare dell'individualismo ma un tessuto fortemente interconnesso e dai nostri gesti può dipendere la salute, il benessere degli altri. Il valore di chi continua a spendersi per i propri atleti, che continua a tenere uniti i ragazzi, a formarsi e a sorridere nonostante tutto.


Infine l'ascolto, il dialogo, la condivisione per cercare soluzioni che possano scaturire da un confronto aperto alle diverse istanze. È quello che si legge nella comunicazione della presidenza del Comitato territoriale Fipav di Firenze rivolta alle società del territorio: un invito al dialogo e la disponibilità al confronto per tracciare la strada della ripartenza.


Perchè il futuro, per lo sport come per l'intera società, non è un generico e fatalista "andrà tutto bene" ma è un domani da costruire rimboccandosi le maniche e rimanendo più che mai uniti davanti a qualcosa che oggi non sappiamo prevedere, di cui non sappiamo valutarne la portata ma possiamo, ognuno nel suo piccolo, dare un contributo di positività e disponibilità nel rimetterci in gioco, insieme.

https://www.volleynews.it/2020/04/18/julio-velasco-andremo-come-faremo-in-modo-che-vada/